mercoledì 10 novembre 2010

Incontro sul Lavoro


Riceviamo e volentieri pubblichiamo


Amministrare o Comandare

Riprendo senza commentare una lettera pubblicata oggi sul Giornale di Vicenza

Le discutibili esternazioni su un disastro annunciato

Non è possibile rimane indifferenti, di fronte alle diuturne e discutibili esternazioni di politici e uomini delle istituzioni, che da decenni sono alla guida del nostro Paese e di questa regione in particolare.
Sacrosanto, pretendere l'aiuto dello Stato per far fronte all'emergenza, soccorrere le famiglie e sostenere le aziende in difficoltà ma quanta ipocrisia nelle geremiadi contro l'indifferenza dei giornali nazionali, quanta spudoratezza nel minacciare lo sciopero fiscale contro il proprio governo e inoltre, quanta incoscienza nelle parole di coloro che si auto-assolvono, di fronte all'imprevedibilità di certe calamità naturali.
A Roberto Zuccato, presidente degli industriali, va invece riconosciuta l'onestà intellettuale di aver ammesso: “Stiamo pagando il prezzo della cementificazione e del boom”. Il Belpaese è cronicamente afflitto dalle frane e dal dissesto idrogeologico, imputabili all'incuria e a scelte dissennate.
In questo campo, svanisce ogni presunta alterità dei veneti, con l'aggravante che non c'entrano né la mafia, né la camorra e per lo più, non si tratta neppure di abusivismo,

sabato 6 novembre 2010

L'ipocrisia della lega

La lega si ritiene il partito “vicino al popolo” e pertanto disdegna le poltrone, ma siede su tutte quelle che riesce a raggiungere, nel governo, nel parlamento, nel consiglio regionale, in quello provinciale, nelle banche, nelle fondazioni, nelle autostrade e scalpita per averne altre.
La lega è il partito che governa la nostra regione e la nostra provincia direttamente (Zaia, Dal Lago, Schneck) o in coalizione (Galan) da 15 anni, ma che non ha mai colpe quando qualcosa non va.
La lega si ritiene il partito del territorio ma, ha perseguito e persegue un modello di sviluppo che del territorio fa scempio.
La lega si lamenta che 10 milioni di euro stanziati dal governo per l’esondazione dei fiumi di cui siamo stati vittime a Vicenza e Padova sono pochi, ma intanto non ha previsto nel bilancio regionale alcun capitolo di spesa per far fronte alle emergenze naturali.
La lega fa la voce grossa con i suoi simpatizzanti nel Veneto, ma poi a Roma tace e sostiene un governo impresentabile e riceve in cambio l’elemosina di 10 milioni che il monarca ha lasciato cadere come briciole dalla propria tavola ('na sbrancà de stracaganase).
La lega parla di padania come di patria dei veneti, ma la sua classe dirigente nazionale è tutta radicata tra Varese e Bergamo (una padania ristretta?).
La lega parla di sicurezza, ma tace sugli infortuni e sulle morti al lavoro (eppure prende voti anche tra gli operai, ma sono voti che pesano meno...boh).

La lega non si ravvede nemmeno dopo la catastrofe che ha colpito i “suoi” territori.

Ma né noi né gli alluvionati siamo stupidi.
La lega non ci incanta con lo scaricabarile su Roma o sull'imprevedibilità dell'evento.
La lega ha governato ed ha le sue responsabilità, perchè  ha contribuito a distruggere il territorio.

I suoi esponent,i che ci amministrano, non hanno saputo immaginare quel che stava accadendo e non hanno avvertito per tempo le popolazioni,.
Ora sanno solo  lamentarsi e chiedere schei e schei e schei ai vari Bertolaso e Sacconi che vengono a fare passerella e a a intralciare i volontari che lavorano a pulire strade, case e cantine (è accaduto ieri a Vicenza: i volontari con le scope e i badili in mano, stavano appiattiti contro il muro per far passare Sacconi, scorta e codazzo).

mercoledì 3 novembre 2010

la donna in Italia

Dove sono andate le femministe?
Dove sono le famose donne al potere degli anni '70 e '80?
Ma non saranno mica in mezzo tra la Carfagna e la Santaché (e per restare provinciali la Busetti )
che dicono
"Berlusconi non voleva ssolutamente difendere nè le donne nè gli omosessuali" Carfagna
"stimo i gay ma tutte le madri sognano di avere figli eterosessuali" Santaché

oppure la grande Busetti che se la prende con le hostess di Ghedaffi che lavorano per soli 70 euro che sono pochi per lei visto che la carega ce l'ha (e sicuramente tanti dinidini al mese..)

Moltissime donne al potere (anzi quasi tutte sia di destra che di sinistra), si preoccupano tanto di proteggere le donne di altre culture (senza che nessuno gliel'abbia chiesto) in nome di un occidentale libertà e così poco si interessano delle donne italiane costrette in una società sempre più orientata alla mercificazione del corpo, alla logica imperante dello scambio sesso-potere, bellezza a tutti i costi e molto altro. Chi protegge le giovani neo laureate che parlano tre lingue, fanno stage su stage e non vogliono cedere alle raccomandazioni per meriti corporei?
Nessuno. Io che faccio parte della categoria non mi sento protetta da nessuno di loro, proprio nessuna e nessuno.

Sono due giorni che spero di sentire una donna dell'opposizione dire qualcosa sul tema. O una donna che sia donna vera, che conosca la solidarietà femminile e sia libera da ogni maschilismo/machismo.
aspetto di sentire qualcosa.Qualunque cosa.

martedì 2 novembre 2010

4 dicembre: manifestazione nazionale decentrata nelle regioni per salvare l'acqua pubblica e il clima

Nella giornata del 4 dicembre, in occasione della Conferenza Onu sul clima che si svolgerà a Cancun, in tutto il mondo si terranno iniziative per sollecitare i governi ad assumere provvedimenti seri per evitare la catastrofe climatica.
Le principali reti italiane si sono trovate d'accordo a far convergere i grandi temi chiamati in causa dalla Conferenza attorno a quella che da noi è la grande priorità: la campagna perché il referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua si tenga, perché non venga scippato, perché fino alla sua celebrazione si blocchino tutti i processi locali che vanno nella direzione opposta.
Per questo in tutte le regioni ci saranno manifestazioni per chiedere una moratoria nell'assegnazione dei servizi idrici fino ai referendum del 2011. Di seguito l'appello del Forum italiano dei movimenti per l'acqua di cui l'Arci fa parte.
«Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini di questo Paese hanno firmato i tre quesiti referendari promossi dal Forum italiano dei Movimenti per l'acqua e da una grandissima coalizione sociale raccolta nel comitato promotore.
Hanno posto la loro firma per una battaglia di civiltà, per la tutela e l'accesso universale ad un bene comune, contro ogni forma di privatizzazione e di consegna al mercato di un bene essenziale alla vita.
Con la loro firma, quelle donne e quegli uomini hanno posto un'imprescindibile questione di democrazia: sulla gestione di un bene fondamentale per la vita la decisione non può essere delegata ad alcuno ma deve appartenere a tutti attraverso il referendum.
Per questo, per non tradire la fiducia e le aspettative della popolazione, chiediamo la moratoria: un provvedimento di legge immediato che posticipi le scadenze previste dalla legge Ronchi e per la soppressione degli Ato.
La battaglia per l'acqua, per la sua riappropriazione sociale, per la sua gestione pubblica e partecipata, è di per se un valore che si inserisce in un orizzonte più vasto: quella della tutela dei diritti e dei beni comuni, della 'Madre Terra' nostra casa comune!
Dal 29 novembre al 10 dicembre 2010 si riunirà a Cancun la 16° COP dove, nell'ambito dell'Onu, i governi discuteranno su una delle grandi emergenze che il pianeta si trova ad affrontare: quella dei cambiamenti climatici di cui già oggi oltre 600 milioni di esseri umani, soprattutto nel Sud ma sempre più spesso anche nel Nord del mondo, subiscono le conseguenze negative dei disastri ambientali.
Un anno fa a Copenaghen i governi dei paesi industrializzati decretarono il fallimento del COP 15 per i loro interessi speculativi e di profitto. In quella occasione, a Copenhagen e in tutto il mondo, ci furono grandi manifestazioni per dire ‘responsabile è il sistema, non il clima’, perché è l'insostenibile modello di sviluppo che domina il mondo a distruggere non solo il presente ma anche le speranze di futuro.
Per questo a Cancun, come nel mondo e in Italia, i movimenti sociali manifesteranno per dire a chiare lettere che se il clima fosse stato una banca sarebbe già stato salvato e che il cambiamento climatico si combatte con
la giustizia sociale e ambientale».

lunedì 1 novembre 2010

dell'acqua fredda (e sporca) e dell'acqua calda

Sembra quasi ridicolo dover sottolineare che, nonostante le alluvioni ci siano state in ogni epoca, soltanto ai giorni nostri 48 ore di pioggia abbondante determiano un sfacelo come quello di oggi.
Sarebbe comprensibile, se vi fosse stato un monsone o un uragano o una settimana di pioggia battente, ma appare evidente che qui le cause principali sono il dissennato sviluppo che ci ha accompagnato per 50 anni e che una marea di vecchi rimbambiti (non necessariamente vecchi in senso anagrafico) continua a perseguire ed a volerci propinare.

Deviamo un fiume dal suo alveo naturale? mi pare logico che esso tenti di rientrarvi. Normalmente non ci riesce, ma in casi eccezionali...patatrac!

Costruiamo in zone a rischio o nelle zone di allagamento naturale dei fiumi? Beh prima o poi la disgrazia accade. La frana smotta, il torrente straripa, il fiume esonda, la montagna crolla dentro la diga, il lago tracima.

Gettiamo cemento a nastro? poi non pretendiamo che il terreno assorba l'acqua. Tutta l'acqua delle zone edificate, finice nelle condotte di scarico che finiscono nei fiumi, contribuendo ad ingrossarli.
Per non parlare di quello che l'acqua di scolo porta con sè: emissioni di scarico delle auto finite sull'asfalto, gomma di pneumatico, sversamenti accidentali di sostanze di ogni tipo.

Qualcuno mi spieghi se è meglio spendere soldi per il territorio, per evitare che accada quel che abbiamo visto oggi o se dobbiamo spenderli per finanziare la Autostrada Pedmontana Veneta.

Le responsabilità ci sono e sono chiare, ma come sempre i colpevoli scanseranno il giudizio.