venerdì 11 marzo 2011

ti stimo fratello

Come l’acqua





di Lorenzo Cherubini – In arte Jovanotti

Quando nostra figlia è arrivata all’età della scuola io e mia moglie ne abbiamo parlato e abbiamo deciso: scuola pubblica. Potevamo permetterci di scegliere e abbiamo scelto. Abbiamo pensato che fosse giusto così, per lei. E’ nostra figlia ed è la persona a cui teniamo di più al mondo ma è anche una bimba italiana e l’Italia ha una Scuola Pubblica. Sapevamo di inserirla in una realtà problematica ma era proprio quello il motivo della scelta. Un luogo pubblico, che fosse di sua proprietà in quanto giovane cittadina, che non fosse gestito come un’azienda e che non basasse i suoi principi su una dottrina religiosa per quanto ogni religione venisse accolta. Un luogo pubblico, di tutti e per tutti, scenario di conquiste e di errori, di piccole miserie e di grandi orizzonti, teatro di diversi saperi e di diverse ignoranze. C’è da imparare anche dalle ignoranze,non solo dai saperi selezionati. La scuola è per tutti, deve essere per tutti, è bello che sia così,è una grande conquista avere una scuola pubblica, specialmente quella dell’obbligo. Io li ho visti i paesi dove la scuola pubblica è solo una parola, si sta peggio anche se una minoranza esigua sta col sedere al calduccio e impara tre lingue. A che serve sapere tre lingue se non sai come parlare con uno diverso da te?

Il nostro presidente del consiglio dicendo quello che ha detto offende milioni di famiglie e migliaia di persone che all’insegnamento dedicano il loro tempo migliore, con cura, con affetto vero per quei ragazzi. Tra le persone che conosco e tra i miei parenti ci sono stati e ci sono professori di scuola, maestre, ho una cugina che è insegnante di sostegno in una scuola di provincia. Li sento parlare e non sono dei cinici, fanno il loro lavoro con passione civile tra mille difficoltà e per la maggior parte degli insegnanti della scuola pubblica è così. Perché offenderli? Perché demotivarli? Perché usare un termine come “inculcare”? E’ una parola brutta che parla di un mondo che non deve esistere più.

La scuola pubblica non è in competizione con le scuole private, non è la lotta tra Rai e Mediaset o tra due supermercati per conquistarsi uno spettatore o un cliente in più, non mettiamola su questo piano... La scuola di Stato è quella che si finanzia con le tasse dei cittadini, anche di quelli che non hanno figli e anche di quelli che mandano i figli alla scuola privata, è questo il punto. E’ una conquista, è come l’acqua che ti arriva al rubinetto: poi ognuno può comprarsi l’acqua minerale che preferisce ma guai a chi avvelena l’acqua del rubinetto per vendere più acque minerali. E’ una conquista della civiltà che diventa un diritto nel momento in cui viene sancito. Ma era un diritto di tutti i bambini già prima, solo che andava conquistato, andava affermato.

La scuola pubblica va difesa, curata, migliorata. In quanto idea, e poi proprio in quanto scuola: coi banchi gli insegnanti i ragazzi le lavagne. Bisogna amarla, ed esserne fieri.






martedì 8 marzo 2011

Parole di donna


Io ero un uccello

dal bianco ventre gentile,

qualcuno mi ha tagliato la gola

per riderci sopra,

non so.

Io ero un albatro grande

e volteggiavo sui mari.

Qualcuno ha fermato il mio viaggio,

senza nessuna carità di suono.

Ma anche distesa per terra

io canto ora per te

le mie canzoni d'amore.

Il mio primo trafugamento di madre

avvenne in una notte d'estate

quando un pazzo mi prese

e mi adagiò sopra l'erba

e mi fece concepire un figlio.

O mai la luna gridò così tanto

contro le stelle offese,

e mai gridarono tanto i miei visceri,

né il Signore volse mai il capo all'indietro

come in quell'istante preciso

vedendo la mia verginità di madre

offesa dentro un ludibrio.

Il mio primo trafugamento di donna

avvenne in un angolo oscuro

sotto il calore impetuoso del sesso,

ma nacque una bimba gentile

con un sorriso dolcissimo

e tutto fu perdonato.

Ma io non perdonerò mai

e quel bimbo mi fu tolto dal grembo

e affidato a mani più ‘sante’,

ma fui io ad essere oltraggiata,

io che salii sopra i cieli

per avere concepito una genesi.

Io sono certa che nulla più soffocherà la mia

rima,

il silenzio l'ho tenuto chiuso per anni nella gola

come una trappola da sacrificio, è quindi venuto

il momento di cantare

una esequie al passato.

Composizioni tratte da La Terra Santa di Alda Merini

lunedì 7 marzo 2011

a proposito di squola

hahahahahaha

Scusate se rido ma 10.000 al mese a uno che pensa che il Canada sia in Australia, se non ci vivessi in mezzo non ci crederei.
Non so dire se è peggio questa o l'italiano con cui era scritta la mozione sul Tricolore presentata in Consiglio Comunale.


giovedì 3 marzo 2011

piero calamandrei, scuola pubblica e privata



L’ormai celeberrima citazione da Piero Calamadrei sul tema della scuola pubblica e privata mi è arrivata via email diverse volte. Quindi ho deciso di pubblicarla qui (è un breve estratto: il testo completo si trova online). Il discorso del grande giurista risale al 1950. Sembra che le sue parole siano state utilizzate, anziché come avvertimento da alcuni, come guida di comportamento da altri.


Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, ma la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?

Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.

Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori – si dice – di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.

[...] Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Piero Calamandrei, discorso pronunciato al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN). Roma, 11 febbraio 1950

Foto di apertura: pracucci. La scuola di Barbiana.

avvicendamenti leghisti


mentre un leghista doc che solleva la questione morale viene espulso dagli stati maggiori della Lega, un altro leghista dal curriculum lindo e moralmente inattaccabile prende il suo posto....

mercoledì 23 febbraio 2011

Eroi del Country Blues: Treno #1

Fikus!!


Eroi del Country Blues: Treno #1: "Prima de l'alba sono partito col primo treno che parte a mattina volevo andare trovar la Cristina prima de l'alba sono parti'. Dopo sei or..."