venerdì 7 ottobre 2011
Onorevoli?
mercoledì 28 settembre 2011
Nel nostro piccolo


Ieri sera, durante il consiglio comunale, l'assessore Addondi, approfittando dello scranno su cui sta seduto, ha sproloquiato di Veneto indipendente e di Padania da mungere, applaudito sotto banco dalla new entry Roberto Sette, senza che il presidente Roman pensasse di intervenire in alcun modo, mentre è molto attento ad interrompere i consiglieri di minoranza quando sforano sul tempo, nei loro interventi.
venerdì 23 settembre 2011
domenica 18 settembre 2011
pensierini
Il primo pensierino è quasi ovvio :comparazione tra i personaggi.
Scegliere tra Minetti o Donazzan è imbarazzante.
Onestamente, peferirei evitare entrambe e con loro tutta la compagnia delle donne del PDL.
Il secondo pensierino è: ma che partito è quello dove una donna deve dichiarare esplicitamente di essere diversa da una propria collega per non passare da....(e qui ognuno ci mette il sostantivo che preferisce).
Il terzo pensierino è: ma che paese è quello dove io domani mi devo alzare e andare a lavorare per pagare un volo di stato alle "amiche" del premier?
E intanto la crisi ci morde il sedere e il mio conto in banca è sempre più sottile.
Dormi popolo italiano, dormi popolo veneto. Dormi e sogna.
E non svegliarti mai.
giovedì 15 settembre 2011
Referendum Antiporcellum
tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.00 lunedì anche pomeriggio dalle 16.00 alle 18.00
martedì 13 settembre 2011
Se alla Lega manca il coraggio
Si sa che la maggioranza alla Camera obbedirà alla richiesta governo di non modificare più neanche una virgola della manovra, già rimaneggiata più volte al Senato. Ma naturalmente l’opposizione ha presentato i suoi emendamenti, già discussi e tutti respinti dalla commissione Bilancio. Alcune proposte presentate dal Pd però sono state giudicate interessanti anche da Pdl e Lega. Una in particolare è piaciuta al presidente della commissione, Giancarlo Giorgetti, autorevole esponente lumbard vicino al ministro Maroni. Si tratta di un emendamento firmato dal capogruppo dei Democratici in commissione, Pier Paolo Baretta, che obbligherebbe il governo italiano a seguire la strada già percorsa di recente da Germania e Gran Bretagna: stringere un accordo fiscale con la Svizzera. Di che si tratta? Di stanare chi porta i propri capitali nella confederazione elvetica per sfuggire all’erario costringedolo a pagare le tasse. Una soluzione semplice, percorribile, una seria stangata agli evasori. Con la nuova intesa, raggiunta appena un mese fa, i cittadini tedeschi che hanno patrimoni non dichiarati in Svizzera dovranno pagare una imposta (anonima, perchè il governo elvetico ha ottenuto il mantenimento del segreto bancario) del 26 per cento. All’incirca l’aliquota in vigore in Germania, alla faccia dello scudo del 5% regalato dal nostro governo agli evasori italiani. Secondo le ultime stime i capitali italiani non dichiarati e portati in Svizzera dovrebbero oscillare tra i 130 e i 230 miliardi di euro e dunque lo stesso accordo frutterebbe alle nostre dissestate casse statali tra i 5 e i 9 miliardi, sia pure una tantum. Insomma almeno quanto l’aumento dell’Iva, se non di più. Perchè allora non seguire l’esempio di Germania e Gran Bretagna? Il ministro dell’Economia Tremonti pare sia ostile a questa soluzione, non si capisce perchè. Una sua recente dichiarazione pubblica in materia è stata talmente criptica da risultare incomprensibile. Ma a Giorgetti, politico riservato e competente, evidentemente l’accordo con la Svizzera piace. Tanto che sabato scorso in commissione ha sollecitato caldamente il Pd a ripresentare in aula l’emendamento sotto forma di ordine del giorno, vale a dire un documento che non modifica il testo della manovra, ma che se approvato impegna il governo a seguire quella strada. Sarebbe “auspicabile”, ha detto. Ora sorgono spontanee delle domande. Perchè Giorgetti, che partecipa spesso ai vertici Lega-Berlusconi-Tremonti, non ha portato a quel tavolo, in cui si prendono le decisioni, questa proposta? O perchè non ha presentato un emendamento? O almeno, perchè non avanza lui un ordine del giorno in aula, che avrebbe un peso maggiore, invece di “sperare” che lo faccia il Pd? Un po’ più di coraggio onorevoli lumbard! Ma non eravate voi a possedere la golden share del governo?
Lavinia Rivara, La Repubblica, 13/09/2011
Lega: golden share sul governo o mani legate pur di rimanere nelle stanze dei bottoni o attaccati alla cadrega.
martedì 5 luglio 2011
Pensieri marginali
Se la dirigenza del PD viene praticamente costretta dalla base a prendere posizioni pro referendum e pro beni comuni, il merito non è della dirigenza ma della base. (O no?)
E proseguendo nel ragionamento, sarebbe bello aprire una discussione anche sul TAV e costingere la medesima dirigenza a cambiare posizione anche su questo argomento, dato che il territorio è un bene prezioso come l'acqua.
Stavolta è dura, e non solo nel senso inteso dai Valsusini.
Si accettano commenti.