martedì 16 novembre 2010

Italiani brava gente

Salire su una gru e restare 16 giorni sotto acqua e freddo in uno spazio ristretto oppure seduti con le gambe ciondoloni nel vuoto a 20 metri di altezza.

Guardiamo lo schermo e non percepiamo la differenza tra l'isola, la casa, il palco e la gru. Il frullato di immagini riduce ai minimi termini la disperazione dei sei migranti, la stecca cantando, il passo sbagliato ballando, il litigio decerebrato.
Trovo il minimo comune denominatore, divido, moltiplico e mi ritrovo in mezzo alla nebbia.

Gli ultimi 4 giovani sono scesi dalla gru a Brescia, con buona pace di quelli che avrebbero voluto farli scendere "CON OGNI MEZZO" (mi chiedo se avrebbero anche fatto saltare la gru all'occorrenza...sicuramente no perchè la gru costa soldi, altrimenti ci si poteva pensare....).

Hanno salva la vita (per ora).
Che dio li accompagni in percorsi e accoglienze migliori.

domenica 14 novembre 2010

Ho spostato mari e fiumi per inondarvi di progresso



grazie a:
Rai Radio3 per l'audio
Alberto per il podcast e l'idea
Comitato DST V.Agno Nord per il fantastico titolo

sabato 13 novembre 2010

Complimentoni!

Non commento



E invece commento. L'incidente è avvenuto il giorno prima della tua intervista, ci sono stati 6 feriti gravi, uno è morto oggi, uno è in coma farmacologico e tu sei il capo di uno dei sindacati più grandi d'Italia...cosa dovrei dirti?

Che pasticcio l'agrammatica

mancansa de ignoransa

E’ evaporato il nome del padre

Riporto due pezzi di un post di WU MING 1 che mi sembrano significativi.
Per chi vuole approfondire, il link sta QUI

Da tempo abbiamo perso i genitori, quelli simbolici. Tante scosse ne hanno polverizzato la funzione, ma il primo responsabile è l’imperativo «Godi!» del capitalismo ipermoderno. Un «Godi!» che significa anche: «Perché sbattersi quando puoi prendere le scorciatoie?», e: «Perché rinunciare a un piacere immediato in cambio di un vantaggio in un futuro di cui non sai niente?». Goditela!
Questo imperativo fa di noi bambini capricciosi, incapaci di trovare un equilibrio tra legge e desiderio.
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1. E’ evaporato il nome del padre
L’ultima ondata di pseudo-scandali e falsi eventi ha avuto un merito: ha reso ancor più esplicito il «Discorso di Berlusconi» e chiarito meglio il modo in cui ha funzionato in questi anni. Lo sentite il discorso? Tutti lo sentono! Fa così:
«Italiani che votate per me, ecco il messaggio: fate quel cazzo che volete! Fate come me! Volete guidare a 150 all’ora in autostrada? Abolirò i limiti di velocità! Volete evadere le tasse? Vedrete che condonerò tutto! Quando volevate “cucinare” i libri contabili delle vostre aziende, ho depenalizzato il falso in bilancio. Volete andare in giro con giovani puttane? Vengo anch’io! Volete bestemmiare, abbandonarvi al turpiloquio? Tutti insieme: MERDA, CAZZO, FICA, ORCO XXX! Fate qualunque cosa vi piaccia (purché non vada contro gli interessi dei ricchi) e anch’io farò quello che mi piace. Soprattutto, farò decreti che sono esclusivamente e platealmente (PLATEALMENTE, tanto posso permettermelo!) nel mio interesse. Voi lo sapete, io so che lo sapete, e VOI SAPETE CHE IO SO CHE SAPETE!»
Certo, ci sono ancora cose che Berlusconi deve ufficialmente negare di aver fatto, ma non sono molte e la smentita è solo ufficiale. Mentre smentisce, fa l’occhiolino ai suoi seguaci


giovedì 11 novembre 2010

Giovani e Futuro

Interessante incontro/dibattito su uno dei temi che riguardano i giovani e il loro futuro: