sabato 9 ottobre 2010

venerdì 8 ottobre 2010

apparire

Ho appena sentito uno stralcio del discorso di Veltroni a Varese.
ha ripetuto per almeno 4 volte la frase "dobbiamo apparire come....".

Ma perchè "apparire"? perchè non "essere"?

Forse io faccio ragionamenti pre-politici, per dirla con Lorenzo, ma le parole sono importanti accidenti!
Le paroleche usi  rivelano chi sei e cosa pensi andando oltre le tue intenzioni.
Io non voglio un modello berlusconiano più buono. Non voglio un liberismo paternalista. Io non sono un voto.Io non sono un elettore.
Io sono una persona che pensa. Io voglio una società equa ,con dei limiti a quel che uno può accumulare, con possibilità di partecipazione uguale per tutti. Io voglio che chi pretende di rappresentarmi, dica queste cose.

"Pane al pane vino al vino" sono tra le più rivoluzionarie parole pronuciate da sempre.
Pane al pane vuol dire essere, non apparire.
Vino al vino vuol dire aggiungere sostanza e corpo alle parole.

Veltroni non riesce a capire questa cosa e stabilisce una distanza da me.
Peccato per lui. Mi rappresenterò da solo.

lavoratori unitevi!


sveglia ragazzi!
altro che Lega, sindacati, partiti e promesse!
Gli unici rimasti a difendere anche i nostri diritti di lavoratori sono loro!

Un'originale esperienza a Malo.Gas e dintorni...

Nell'ormai lontano 1977 Enrico Berlinguer individuava come caratteri distintivi di un modello di società che già allora mostrava crepe allarmanti:"(...)Lo spreco e lo sperpero di risorse,l'esaltazione dei particolarismi e dell'individualismo più sfrenato,il consumismo più dissennato(...)le imprevidenze e gli errori enormi nella politica del suolo,del territorio,dell'ambiente".Nel profondo della crisi in atto, "si rende necessario abbandonare l'illusione che sia possibile perpetuare un tipo di sviluppo fondato sull'artificiosa espansione dei consumi individuali che è fonte di sprechi,parassitismi,privilegi,dissipazione delle risorse,di dissesto finanziario(...)".
Era il famoso ma oggidì dimenticato "discorso sull'austerità" pronunciato da una grande personalità politica finita anch'essa,purtroppo per chi scrive,nell'oblio della coscienza storica di questo Paese...

giovedì 7 ottobre 2010

appiattimento culturale e altro

Ieri sera stavo parlando di Università con degli studenti, visto che anche a Padova i ricercatori sono in sciopero.
Giustamente gli studenti si stavano lamentando del fatto che le lezioni tardano ad inizare e che l'organizzazione fa schifo. Ho provato a ricordare tutti i motivi per cui i ricercatori sono in sciopero, ovvero il fatto che sono sfruttati da contratti a tempo determinato che durano anni, pagati una miseria e con questa riforma vedono allontanarsi ancora di più, se possibile, il miraggio dell'assunzione e dei diritti spettanti a tutti i lavoratori. Quindi giustamente si fermano perchè vogliono far capire che senza ricercatori l'Uni non funziona. In un mondo normale, gli studenti, prime vittime dello stato di cose, imbraccerebbero cartelli, andrebbero sotto le sedi di partito, le università, le giunte regionali e si incazzerebbero. E i genitori degli stessi idem. E gli altri comparti sindacali idem etc etc, finchè non avverebbe quello che avviene in Francia ogni santo anno. Tra settembre e ottobre si incazzano tutti e la Francia si ferma. Tutti dibattono sul perchè e sul per come, finchè il governo non cede e firma quello che deve firmare, annulla la legge incriminata e via così.
Tornando a noi, mentre parlavo gli studenti mi guardavano allibiti,

mercoledì 6 ottobre 2010

AIUTO!!!



Uno scatto rubato:Borghezio prosegue con la politica dell'accoglienza